COMUNICATO N. 1 DEL 2026
| Squadra che vince non si cambia... O forse oggi sì? |
C'era un tempo in cui si diceva "squadra che vince non si cambia".
Oggi, invece, sembra valere esattamente il contrario.
La decisione di trasferire otto O.T.I. del Gruppo Volo Carabinieri, un reparto di recente costituzione che ha dimostrato sul campo professionalità, competenza e capacità di rispondere a un carico di lavoro sempre crescente, lascia francamente senza parole.
Ed è proprio questo il punto.
Il lavoro del Gruppo Volo non è diminuito, anzi, è quintuplicato. Chiunque conosca la realtà operativa lo sa bene. La logica avrebbe suggerito di rafforzare il reparto, investendo sulle persone e sulle competenze, si è scelto, invece, di fare l'esatto opposto: ridurre drasticamente l'organico.
Una scelta difficile da comprendere.
Perché il lavoro non sparirà con il trasferimento delle persone. Quel lavoro continuerà a esistere e, inevitabilmente, finirà sulle spalle di tecnici e piloti di elicottero, già impegnati in attività ad alta responsabilità. Quando si opera in un settore dove la sicurezza del volo rappresenta un valore assoluto, ogni decisione organizzativa dovrebbe essere ponderata con estrema attenzione. Attuare un programma di rivalutazione delle p.i. non significa semplicemente spostare delle persone: significa spostare responsabilità, aumentare la pressione operativa e creare criticità che potevano essere evitate.
Come se tutto questo non bastasse, tra il personale interessato dai trasferimenti figurano anche dirigenti sindacali, per i quali risulterebbe non essere stato acquisito il preventivo nulla osta dell'Organizzazione Sindacale, come previsto dall'art. 22 della Legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori). Se confermato, sarebbe un fatto di estrema gravità che merita tutti gli approfondimenti del caso.
Non solo. Tra i lavoratori coinvolti vi sono anche persone con disabilità, una circostanza che avrebbe richiesto un'attenzione ancora maggiore nella valutazione degli effetti di questi provvedimenti, nel rispetto delle tutele previste dalla legge e, prima ancora, del buon senso.
Noi crediamo che dietro ogni numero ci sia una persona, una professionalità e un servizio da garantire ai cittadini. Per questo non possiamo limitarci ad assistere in silenzio a decisioni che rischiano di indebolire un reparto strategico proprio nel momento in cui avrebbe bisogno di essere rafforzato.
Chiediamo all'Amministrazione di fermarsi, riflettere e aprire immediatamente un confronto serio con le Organizzazioni Sindacali, perché il problema non è soltanto il trasferimento di otto persone il messaggio che passa: quando un gruppo lavora bene, produce risultati e affronta con sacrificio un carico di lavoro sempre maggiore, la risposta non può essere quella di svuotarlo.
Noi continueremo a difendere il lavoro, la dignità delle persone e la sicurezza delle operazioni.
Su questi principi non faremo mai un passo indietro.
Roma li, 4 agosto 2026
Il Segretario Nazionale
Mauro Filonardi

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