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Crisi, Polverini: “Serve uno sforzo in più, meno tasse e no alle gabbie salariali”
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- Domenica, 09 Agosto 2009
Sostegno ai redditi e rilancio del Mezzogiorno. L'Ugl chiede al governo uno sforzo in più contro la crisi in vista dell'autunno in cui gli effetti della recessione si faranno ancora sentire.
“Dopo gli aiuti alle imprese, serve un sostegno concreto alle famiglie. Si deve ripartire dal sostegno ai redditi" ha detto il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, ribadendo che “su questo ci aspettiamo che il governo, dopo l’estate, si confronti con le parti sociali per definire una necessaria fase due contro la crisi. Dopo l’intervento doveroso a tutela dell’occupazione e gli incentivi a sostegno bisogna stimolare il mercato interno che vede i consumi bloccati, con conseguenze anche sulle dinamiche inflative le quali, a loro volta, però, non incoraggiano le famiglie a spendere. Eppure anche i lavoratori, i pensionati e le famiglie, possono contribuire ad uscire dalla recessione, incrementando il potere d’acquisto di salari e pensioni, attraverso la riduzione della pressione fiscale, anche cogliendo l’opportunità della crisi per una vera e propria riforma fiscale che introduca il quoziente familiare. C'è un problema di redditi che, se non viene affrontato, rischia di rallentare l’uscita dalla crisi e di ridurre anche l’efficacia delle misure già messe in campo per aiutare il Paese a non perdere altri posti di lavoro e scongiurare la chiusura delle imprese”.
“Ci sono ancora realtà produttive – conclude - con forti tensioni e non vanno sottovalutate, fasce di popolazione che non hanno avuto vantaggi dalle misure anticrisi, territori come il Sud dove la recessione ha acuito stati di sofferenza già elevati. L’impegno per la coesione sociale non deve venire meno, ma ciò impone di non lasciare indietro categorie sociali o aree geografiche e di procedere sulla strada della condivisione per non cadere nella tentazione di soluzioni poco utili, come quelle degli ultimi giorni sui salari, se non addirittura dannose”. Il Sud,dove è tornato ad aleggiare lo spettro delle gabbie salariali, dovrà essere anch'esso al centro dell’azione di governo. "Il Mezzogiorno - ha aggiunto il leader dell'Ugl - sconta salari inferiori al Centro-Nord e un gap di infrastrutture e servizi che incidono negativamente sul tenore di vita. Parametrare le buste paga al costo della vita o al territorio non è la ricetta adeguata per dare le risposte che il Meridione attende da anni e che lo ha visto ai margini dell’agenda politica. Il federalismo e il Piano per il Sud,che chiediamo al governo di condividere con le parti sociali, sia l'occasione per avvicinare il Sud al resto del Paese, nell'interesse nazionale, e non per allontanarlo ancora".










