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Regolamento trasferimenti
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- Mercoledì, 22 Luglio 2009
Cominciamo dal principio…….A differenza delle Piante Organiche, il Regolamento dei trasferimenti che è appena uscito non è un accordo sottoscritto con le OO.SS. come il precedente del 6 dicembre 2007. Già questo da il senso dei tecnicismi “oscuri” che hanno portato al nuovo lavoro. Che di NUOVO non ha molto. La fretta e la “scusa” di bandire l’appello ordinario nazionale ha dato vita ad un atto dell’Amministrazione “MONCO”.
Nel senso che: viste le opposizioni della quasi totalità delle OO.SS. sulle modalità degli appelli straordinari e delle relative assegnazioni di personale di nuova nomina proveniente da concorsi interni, si è deciso di non decidere e di rimandare tale discussione a chissà quando. Anche su questo l’UGL non ha dato il proprio avallo. L’appello ordinario già doveva essere bandito a Febbraio 2009, in seguito rimandato al 30 aprile. Ma si era ritardato per poter creare un nuovo provvedimento più garantista e trasparente – e in parte lo è – e soprattutto più preciso nell’indicare le diverse fattispecie di trasferimenti/assegnazioni. (Inciso: il Tavolo tecnico aveva licenziato, a maggioranza, un accordo definitivo e completo che l’Amministrazione non ha voluto recepire adducendo motivazioni ridicole – In più l’Amministrazione a inizio discussione aveva garantito che ci sarebbe stato un accordo sottoscritto con le rappresentanze sindacali garanzia che poi si è rivelata infondata). Di fatto dopo due passi avanti se ne sono fatti tre indietro in un bailam di bozze e contraddizioni. Ciò ha comportato un enorme ritardo e forte disagio per il personale, disagio che sarebbe stato “giustificabile” solo se si fosse giunti all’obiettivo che ci si era prefissati. Ma purtroppo l’Amministrazione, di fronte alla netta contrarietà di alcune OO.SS. al suo disegno di tenersi un largo margine di discrezionalità legato alle assegnazioni dei vincitori di concorsi interni (vedi vice ispettori) ha proposto e ottenuto, con il tacito avallo di parte del tavolo sindacale, lo stralcio del punto del contendere. Allora c’era bisogno di ritardare così tanto le procedure per l’appello ordinario? Parliamoci francamente. Noi di fronte a tanta ambiguità abbiamo dichiarato la nostra diffidenza!
Non si possono continuamente cambiare le carte in tavola a seconda di pretese ed esigenze contingenti di pochi. Ci vogliono regole certe e trasparenti, e da parte nostra c’è la massima disponibilità a discuterne, per trovare soluzioni condivise e partecipate. Soluzioni che però contemplino pari opportunità per TUTTI, senza eccezioni.










