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Appello ordinario e modifica piante organiche
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- Giovedì, 04 Giugno 2009
Il Capo del Servizio del personale, Ing. Priori, che è anche il presidente del tavolo tecnico delle piante organiche, ha iniziato l’illustrazione delle modifiche che si intendono apportare al D.M. del 2007.
Dalla disinvoltura con cui si passa dalle “piante organiche” alla “equa distribuzione del personale sul territorio”, si capiscono perfettamente due cose:- evidentemente non si è ben consapevoli delle differenze tra l’una e l’altra cosa e delle ripercussioni che possono avere sulla sfera familiare del personale;
- si sta cercando di creare confusione sull’argomento per mascherare i continui e ripetuti fallimenti del tavolo tecnico
L’U.G.L., pur condividendo l’esigenza di bandire quanto prima l’appello ordinario, visto l’estremo ritardo con cui si avvieranno le procedure, ha criticato il provvedimento proposto, che rappresenta un notevole passo indietro rispetto alla precedente stesura, pur con tutti i macroscopici errori in essa contenuti.
Si vorrebbero limitare le piante organiche (o l’equa distribuzione del personale?) alla semplice individuazione del numero massimo di personale per provincia e per regione, in barba ad ogni criterio di trasparenza in merito all’individuazione delle sedi da mettere in appello, con ripartizione per singola qualifica in modo proporzionale al dato complessivo; si vorrebbero estromettere dall’appello le province pur sotto organico se però insite in regioni complessivamente soprannumerarie (ma il regolamento parla di esclusione per le province in soprannumero); si vorrebbe soprassedere dal modificare il regolamento dei trasferimenti, ben più pregnante rispetto alle piante organiche, visto che determina la graduatoria di preferenza per la sede richiesta da più dipendenti. In sostanza si vuol fare un altro pastrocchio in nome dell’urgenza, prendendo come alibi l’eventuale danno al personale se non si fa tempestivamente l’appello. GIUSTO! SAREBBE UN DANNO NON FARE L’APPELLO!
Ma l’appello può essere fatto sulla base delle vecchie piante organiche, che seppur palesemente e grossolanamente errate, offrono maggiori possibilità di scelta di sedi (proprio perché sovrastimate). Errare è umano, perseverare è diabolico, obietta qualcuno. ALTRETTANTO GIUSTO! Ma perché allora sulla base di quelle piante organiche sbagliate sono stati ugualmente destinati tre corsi da allievi agenti, uno da operatori e sono stati fatti tre appelli straordinari ed uno c.d. una tantum?
CI DISPIACE, MA L’UGL NON CAMBIA IDEA: LE PIANTE ORGANICHE SONO UNO STRUMENTO ESSENZIALE, MA DEVONO ESSERE FATTE PER BENE, NON DEVONO DARE ADITO A DISCREZIONALITÀ DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE, DEVONO CONTENERE DATI CERTI PER DARE CERTEZZE AL PERSONALE. E laddove si definisce un numero minimo ma non una dotazione massima per singola struttura ( o, meglio, una dotazione certa, per singolo ufficio) non c’è e non ci potrà essere trasparenza.
E la cosa peggiore è che l’Ing. Priori vorrebbe addossare alle OO.SS. la colpa di non essere riuscito ad avere da parte dei Comandi Regionali risposte immediate e conformi alle richieste, che sono in realtà la motivazione determinante dei ritardi dell’avvio delle procedure.
Ci sarebbe bisogno di un atto di coraggio, per chiudere le strutture non necessarie e/o fatiscenti ove necessario, ma si vuole invece nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, lasciando alla sede decentrata l’onere di determinare le sedi vacanti sulla base dei dati che però ritiene giusti il tavolo tecnico: SURREALE!










