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Notizie

Nola: Canili, indaga la Procura. Il ruolo del CFS

NOLA - Fenomeno randagismo: la procura della Repubblica di Nola, come riferisce il quotidiano il Mattino, indaga su «un business articolato» che si caratterizza con diversi reati: maltrattamento, truffa e inquinamento ambientale, le ipotesi di reato sui quali ha focalizzato l’attenzione il sostituto procuratore Maria Cristina Amoroso della seconda sezione reati contro la pubblica amministrazione, ambiente ed edilizia. Tutto è nato da una denuncia di un’associazione animalista a carico dei gestori di un canile dell’area nolana-mariglianese nella quale si ipotizzavano diversi reati. Dopo il blitz del Corpo Forestale dello Stato, la procura di piazza Giordano Bruno sta indagando su un fenomeno che nell’area nolana raggiunge vaste proporzioni. La delega è affidata al Corpo Forestale dello Stato, comandi stazione di Marigliano e Roccarainola con il sovrintendente Geremia Cavezza, anche se per il momento il sostituto Amoroso si sta occupando del trasferimento dei randagi ospitati nel canile sequestrato in altre strutture a norma...... Diversi i Comuni interessati che hanno in carico cani presso la struttura requisita: Massa di Somma, Palma Campania, Sant’Anastasia, Santa Maria La Carità e Saviano mentre alcuni cani sono stati prelevati dal centro commerciale Vulcano Buono di Nola. Ma quella della procura di piazza Giordano Bruno vuole anche essere «una azione di sensibilizzazione verso l’adozione dei cani» anche se il «momento è poco felice» dice il sostituto Amoroso. E proprio in estate infatti che il problema dell’abbandono degli animali diviene sempre più frequente, quando in molti partono per le vacanze e in un sol colpo ci si dimentica dei propri amici a quattro zampe. Per questo motivo la campagna di sensibilizzazione delle associazioni animaliste e ambientaliste è fondamentale in tal senso. La pubblica amministrazione risponde dei danni provocati da cani randagi, qualora abbia omesso e trascurato di adottare i provvedimenti o le cautele idonee a rimuovere ed eliminare il potenziale pericolo rappresentato dai cani randagi. La soluzione ideale sarebbe quella della costruzione di un canile pubblico con la partecipazione delle amministrazioni comunali per poi affidarne la gestione a qualche associazione di animalisti. Ma, dicono diversi sindaci, i costi sono esosi e i finanziamenti non riescono a coprire le spese. Una prima riunione in tal senso si è già tenuta in procura con i primi cittadini. In ogni caso se ne riparlerà a settembre mentre dalle associazioni e soprattutto dalla procura arriva l’invito ad adottare i cani e a non abbandonarli.

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