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Preseglie (BS) – Maxisequestro di avifauna protetta. Intervento del Corpo Forestale dello Stato

Bracconiere inseguito, si rifugia in casa protetto dalla sorella. Arriva poi lo zio e per telefono apostrofa i Forestali.
GEAPRESS – I fatti sono occorsi il cinque aprile ma la notizia è stata resa nota solo ieri sera. Un grosso intervento antibracconaggio messo in campo dai Comandi  Stazione Forestale di Gavardo e Vobarno, in collaborazione con le Guardie Eco Zoofile dell’ANPANA. Ad essere sequestrati sono stati ben 350 animali morti, in buona parte appartenenti ad avifauna protetta. Tra i resti degli uccellini anche due scoiattoli congelati.

Secondo la Forestale buona parte degli animali  erano pronti per la vendita illegale. Sarebbero serviti per lo “spiedo” un piatto tipico bresciano di uccelli arrostiti che si accompagna in genere con la polenta. Una piaga, quella del bracconaggio che, sempre secondo la Forestale, affligge non solo il bresciano ma tutto il territorio nazionale. Dati che emergono dall’archivio storico del NOA, Nucleo Operativo Antibracconaggio, del Corpo Forestale dello Stato, che però i tagli del Governo vorrebbero chiudere.
La scoperta dei 350 animali morti, oltre ad un piccolo arsenale costituito da dieci fucili e munizioni secondo gli inquirenti indebitamente detenuti, è avvenuto a Preseglie (BS). Il presunto bracconiere è stato notato mentre si stava portando presso le due tese, ovvero le sequenze di reti per uccellagione. Appena accortosi dei Forestali, avrebbe opposto una forte resistenza tentando la fuga. Inseguito dagli Agenti è stato infine fermato nei pressi della sua abitazione. Su disposizione del PM dott.ssa Dolce, i Forestali procedevano così alla perquisizione domiciliare. Qui sarebbe avvenuta la resistenza della sorella.
All’interno degli immobili venivano rinvenuti i corpi della fauna protetta, le munizioni e le armi, di cui una illecitamente modificata, varie trappole e reti. L’arma modificata sarebbe però risultata intestata ad un fratello del soggetto. Come se ciò non bastasse pure la telefonata di un sedicente zio che avrebbe apostrofato ingiuriosamente i forestali.
Complessivamente la Forestale ha contestato le seguenti denunce: bracconaggio per aver esercitato l’uccellagione con l’ausilio di reti e sep, con cattura e detenzione di avifauna protetta dalla Convenzione Internazionale di Berna; resistenza a Pubblico Ufficiale e interruzione di pubblico servizio; omessa denuncia di armi e munizioni; alterazione di arma.
I denunciati, riferisce la Forestale, rischiano pene fino a cinque anni di reclusione, nonché la confisca delle armi illecitamente detenute e della cacciagione. La posizione del sedicente zio è in corso di valutazione da parte della Magistratura.
Si stanno invece svolgendo le indagini volte a scoprire le rotte commerciali che permettono all’immissione sul mercato di avifauna protetta proveniente dall’attività di bracconaggio.

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